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dal 27 ottobre al 5 febbraio 2017, presso la Galleria Nazionale delle Marche, Palazzo Ducale di Urbino

Giochiamo! Giochi e giocattoli dal Rinascimento al Barocco

Scritto da (admin), venerdì 28 ottobre 2016 11:54:24

Ultimo aggiornamento venerdì 28 ottobre 2016 11:54:24

Dal 27 ottobre 2016al 5 febbraio 2017la Galleria Nazionale della Marche apre le porte a grandi e piccini per un viaggio a ritroso nel tempo con la mostra Giochiamo! Giochi e giocattoli dal Rinascimento al Barocco. Organizzata dalla Galleria Nazionale di Urbino con la prestigiosa collaborazione del Kunsthistorisches Museume curata da Valentina Catalucci, la mostra racconta i due importanti periodi storici del Rinascimento e del Barocco attraverso un percorso inconsueto e originale di giochi, giocattoli e passatempi che si diffusero dal Quattrocento al Seicento in tutta Europa. L'esposizione, realizzata da Arthemisia Group, comprende carte da gioco, scacchiere, libri, giocattoli, dipinti ed incisioni provenienti da prestigiose collezioni austriache, tedesche e italiane. Insieme a rappresentazioni di scene di gioco come il quadro con la Partita a scacchi di Giulio Campi di Palazzo Madama a Torino, alcune opere molto rare trasportano il visitatore in un mondo "ludico" che fin dall'inizio sorprende per la sua preziosità: sono per esempio di grande impatto la Scacchiera cinquecentesca con figure di scacchi tuffate nell'oro e nell'argento dello Schloss Ambras di Innsbruck oppure la scatolina intarsiata in avorio contenente giocattoli in miniatura conservata al Kunsthistorisches Museum di Vienna (Kunstkammer), solo per menzionare alcune delle opere più interessanti. Nel 1500 Montaigne (1533-92) sosteneva che "i giochi dei fanciulli non sono giochi e bisogna giudicarli come le loro azioni più serie". Considerato come la prima forma di espressione della creatività, il gioco è stato da sempre argomento di interesse da parte dei più illustri pensatori che ne hanno affermato il ruolo educativo nelle diverse epoche. Fin dall'antichità i bambini avevano a disposizione numerose opportunità di gioco legate alla vita all'aperto e all'utilizzo di materiali facilmente reperibili in natura. Nel Rinascimento si afferma la convinzione che il gioco non sia soltanto svago ma un impegno serio, con traguardi da raggiungere e uno strumento educativo che permetta al bambino di diventare grande. Nelle case della nobiltà ai giovani erano riservati determinati giochi utili alla costruzione del proprio avvenire: alle ragazze bambole di stoffa e piccoli utensili per la casa, ai ragazzi figurine di legno, di ceramica e di piombo, riproducenti cavalieri e fanti. Giochi di tattica come scacchi, dama e filetto aiutavano a elaborare strategie poi applicabili in campo militare. Nel pieno spirito del Rinascimento, nelle cosiddette "camere delle meraviglie" di palazzi e castelli si ospitavano sempre più spesso giochi realizzati con grande maestria e ingegno, compresi mazzi di carte dipinti a mano o curiosità.

LA MOSTRA
L'esposizione urbinate ha preso spunto dal ritrovamento, durante i restauri effettuati nel sottotetto del Salone del trono a Palazzo Ducale, di una "pallina da gioco" d'inizio Seicento molto simile a quella che si vede nel Ritratto di Federico Ubaldo Della Rovere di Alessandro Vitali (Lucca, Museo Nazionale di Palazzo Mansi), che accoglie il visitatore all'inizio del percorso. Il nucleo principale degli oggetti esposti, proveniente direttamente dallo Schloss Ambras di Innsbruck dove sono stati ospitati in una mostra gemella fino al 2 ottobre scorso, viene presentato nella città di Urbino con un allestimento che vede protagonisti giochi e passatempi praticati dal Quattrocento al Seicento e che racconta, attraverso quattro sezioni, come le attività ludiche non fossero affatto "un gioco da ragazzi" ma praticate da un pubblico adulto e appartenente a un ceto sociale elevato.
Sezione 1 -Giochi in movimento
La maggior parte dei giochi tradizionali di movimento si svolgevano all'aria aperta. Luoghi pubblici come piazze e giardini erano degli ottimi palcoscenici per attività basate soprattutto sull'agilità e sul movimento fisico. Considerati fin dall'età classica una pratica per giovani virtuosi dediti all'educazione del corpo e dello spirito, i giochi con la palla sono protagonisti di questa sezione con testimonianze del gioco della pallacorda, del pallone col bracciale e del calcio fiorentino, precursori di tanti sport praticati ancor oggi. Nella prima sezione, il ritratto del veronese Claudio Ridolfi (1570-1644) ci presenta nuovamente Federico Ubaldo Della Rovere, l'ultimo Duca di Urbino, raffigurato con qualche anno in più rispetto al dipinto di Vitali e vestito con l'abbigliamento da cacciatore con il falcone (1610, Galleria degli Uffizi, Firenze).Altrettanto significative sono alcune fonti a stampa come l'incisione tratta dal volume delle Memorie del calcio fiorentino(1683, Universitäts und Landesbibliothek Tirol, Innsbruck) di Pietro di Lorenzo Bini che documenta il gioco tra squadre durante il Gioco del calcio in Piazza S. Croce a Firenze.
Sezione 2 -Giochi da tavola
La seconda sezione è dedicata ai giochi strategici e di tattica come la dama, gli scacchi, il Backgammon (gioco che unisce un tavoliere e i dadi) e altri ancora. Di notevole importanza sono le raffinate scacchiere costruite con materiali pregiati come l'avorio, il marmo, il corno e il corallo. A scacchi si giocava nei luoghi pubblici e nelle botteghe, spesso anche per mettere fine a litigi e dispute altrimenti irrisolvibili. Una menzione particolare meritano il dipinto di Giulio Campi con la Partita a scacchi(1530-1532 ca.) -che documenta la diffusione del gioco nel Cinquecento -e il manoscritto di Luca Pacioli(1445-1517), celebre matematico di corte presso il Duca Federico da Montefeltro, intitolato De ludo scachorum (XV secolo, Fondazione Corini Cronberg, Gorizia), che dimostra quanto questo gioco fosse considerato dagli intellettuali dell'epoca vicino a scienze nobili come l'aritmetica.
Sezione 3 -Giochi d'azzardo
Fortemente condannati nel Medioevo ma molto praticati in tutta Europa, i giochi d'azzardo sono l'oggetto della terza sezione della mostra. Considerati dal Cristianesimo come un'attività demoniaca dovuta all'appropriazione indebita di denaro, nonostante i divieti, i giochi d'azzardo si diffusero ovunque. Ne esistevano svariati tipi, ma o più praticati erano i dadi e le carte: provenienti dall'Oriente, entrambi divennero ben presto uno degli svaghi preferiti di tutta Europa, in tutti i contesti sociali, dalle taverne ai palazzi imperiali. Da ammirare tra le varie opere, oltre a esempi di mazzi di carte incise e dipinte, è il dipinto del caravaggista olandese Theodoor Romboutscon i Giocatori di carte(1620-1630, Residenzgalerie, Salisburgo), che costituisce un esempio dell'ampia produzione artistica seicentesca con scene di gioco d'azzardo.
Sezione 4 -Giochi di bambini
L'ultima sezione, dedicata ai giochi dei bambini, ospita alcuni giocattoli veri e propri insieme a rappresentazioni di scene di svago infantile: spiccano gli utensili-giocattolo provenienti da Ambras nonché palline, birilli e trottole cinquecentesche di collezioni pubbliche e private italiane. La trottola è considerata il giocattolo più antico, conosciuto e diffuso 6000 anni fa, come attestano i ritrovamenti archeologici effettuati nel sito di Ur, in Mesopotamia, dove sono state trovate alcune trottole ancora funzionanti, insieme alle fruste necessarie per metterle in movimento. Un raro esemplare in avorio, sempre proveniente da Innsbruck, spicca tra gli oggetti presenti in questa sezione. La mostra Giochiamo! Giochi e giocattoli dal Rinascimento al Barocco racconta attraverso le opere esposte come da sempre per i bambini esista un confine sottile tra realtà e fantasia e come giocando ci si alleni a diventar grandi.

Sito web:www.gallerianazionalemarche.it §
UFFICI STAMPA Ufficio Stampa Galleria Nazionale delle Marche, Palazzo Ducale di Urbino
Claudia Bernardini | claudia.bernardini@beniculturali.it Francesca-Federica Conte | francescafederica.conte@beniculturali.it
T. +39 0722 2760
Ufficio Stampa Arthemisia Group Adele Della Sala | ads@arthemisia.it Anna Catania | press@arthemisia.it |T. +39 06 69380306

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