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dal 28 marzo al 30 maggio presso la Galleria Tiziana Di Caro di Napoli

Maria Adele Del Vecchio - Within, rather than above

l'idea è di lavorare sulle relazioni, sulle "corrispondenze emotive" che nascono dall'esperienza quotidiana, dal contatto diretto con oggetti che divengono essi stessi opere

Scritto da (admin), venerdì 27 marzo 2015 11:25:36

Ultimo aggiornamento venerdì 27 marzo 2015 11:27:57

La galleria Tiziana Di Caro inaugura il nuovo spazio di Napoli, al primo piano di Palazzo de Sangro in piazzetta Nilo, 7, sabato 28 marzo 2015 dalle ore 19:00. La mostra inaugurale è la prima personale napoletana di Maria Adele Del Vecchio (Caserta, 1976) intitolata Within, rather than above (dentro anziché sopra) che include opere realizzate in esclusiva per i nuovi spazi della galleria.

Il lavoro di Maria Adele Del Vecchio è eterogeneo, ed eterogenei sono anche i motivi che tratta, dalla politica, alla storia, dalla letteratura alla sociologia, ma tutti connessi ad un principio comune: superare la tendenza all'ipnosi di massa, cancellando quegli automatismi che alterano la condotta dell'essere umano.

Il titolo, Within rather than above, fa riferimento ad un approccio specifico che consiste nel desiderio di restituire alla contemplazione estetica un rinnovato carattere di essenzialità: l'idea è di lavorare sulle relazioni, sulle "corrispondenze emotive" che nascono dall'esperienza quotidiana, dal contatto diretto con oggetti che divengono essi stessi opere, nel tentativo di formulare un nuovo linguaggio che contribuisca alla crescita della consapevolezza di sé e dell'altro nello spazio.

Una tazzina in cui il fondo del caffè è ormai divenuto muffa, un orecchino e una spilla a forma di Pierrot sono gli elementi poetici di tre delle cinque sculture, Le Malinconie, pensate come esseri femminili, il cui potere evocativo permea oggetti e minerali grezzi rimandando a situazioni e persone specifiche. In questa stessa dimensione emotiva, dove il ricordo e la poesia tracciano il sentiero su cui procedere, Maria Adele Del Vecchio presenta General Semantics (Il naufragio della speranza) un'installazione che cita il dipinto del 1824 di Caspar D. Friedrich, la cui plasticità - impressionante dal momento che si parla di un olio su tela - è trasferita in una terza dimensione che si traduce in marmi aguzzi. In questo lavoro vengono mutuati (ed è chiaro anche dal titolo) tutti i principi espressi da Alfred Korzybski, ed in particolare quello di non identità, sintetizzato nella famosa definizione "la mappa non è il territorio" . Gli stereogrammi svuotati, Pollution #1 #2 #3, sono opere su tela in cui l'osservatore è chiamato a cercare la profondità nella quale si cela un segno grafico che però, questa volta, non troverà perché l'artista attua un'illusione nell'illusione, costruendo un'immagine che sembra stereoscopica, ma che di fatto è puramente astratta. Il cortocircuito che coinvolge la visione è ancor più chiaramente espresso nel lavoro Glittering Scotoma, uno specchio raschiato, che nell'area in cui l'arista ha rimosso lo strato di argento, emula lo scotoma scintillante, quel difetto della vista che si presenta come una sorta di macchia che compromette il campo visivo. L'atto di guardarsi allo specchio è qui alterato dalla presenza dello scotoma e la nostra immagine virtuale risulta disturbata, così come manipolato appare anche il testo scritto del neon RATS LIVE ON, in cui la frase palindroma che la poetessa americana Anne Sexton ha voluto sulla sua lapide è stata troncata ed il contenuto, nel passaggio da un verso all'altro, è ribaltato con estrema immediatezza dal concreto al poetico e vice versa.

La mostra si presenta come una sintesi di riferimenti, rimandi, ricordi, una raccolta di storie diverse. Le suggestioni che evoca sono relative ad una indagine che Maria Adele Del Vecchio conduce con atteggiamento filologico, senza mai abbandonare la costante ricerca estetica.

Maria Adele Del Vecchio è nata a Caserta nel 1976. Vive e lavora a Roma. Ha frequentato la Staedelschule di Francoforte (2005-06) sotto la guida di Mark Leckey. Principali mostre personali: Tonite let's all make love in London, Supportico Lopez, Berlino (2014); Qui sembra ancora possibile, a cura di Maria Rosa Sossai, Parco del Pineto, Roma (2011); No end is limited, a cura di Stefania Palumbo, Galleria Enrico Fornello, Prato (2008). Mostre collettive: Viaggio al termine della parola/ Journey to the end of the word, a cura di Antonello Tolve, Galleria Tiziana Di Caro, Salerno (2014); Se il dubbio nello spazio è dello spazio, a cura di Maria Adele Del Vecchio e Nemanja Cvijanovic, Museo MACRO, Roma (2014); Die Dritte Dimension, Frutta Gallery, Roma (2013); Door to Door, a cura di Maura Picciau, centro cittadino, Salerno (2012); Badtime Stories, Bedtime stories, Supportico Lopez, Berlino (2011); Classroom #1, a cura di Salvatore Lacagnina, Museo MADRE, Napoli (2008); Sistema Binario, a cura di Adriana Rispoli e Eugenio Viola, stazione di Mergellina, Napoli (2008); A long time ago, last night, a cura di Francesca Boenzi, Galerjia Kortil, Rijeka, Croazia (2008); Falansterio, Supportico Lopez, Napoli (2006); Luogo/non-luogo = nuovo luogo, visiting professor Richard Nonas, Fondazione Antonio Ratti, Como (2003).

Galleria Tiziana Di Caro

piazzetta Nilo, 7 - 80134, Napoli

info@tizianadicaro.it - +39 081 552 5526

Galleria Fotografica

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